Vega de Valcarce - Triacastela
- pasoapaso6
- 26 set 2017
- Tempo di lettura: 1 min
Ventiseiesima tappa
La partenza è allegra e spensierata, tanto che ci metteremo a cantare di notte tutti e 3 insieme (io P. e S.).
Quando parti di notte devi fare maggior attenzione, perché un segnale potrebbe sfuggirti, ed allungare la strada diventa un gioco da ragazzi. Ma non sempre perdersi è una brutta cosa.




A volte è proprio uscendo dalla rotta prestabilita che si fanno gli incontri più interessanti.
Cantando ci siamo persi una freccia, allungando la strada di qualche km. Invece del sentiero per arrivare all'ultimo punto più alto del cammino prima di Santiago, O' Cebreiro (1300 mt di altezza), percorreremo la strada asfaltata.
Strada che, però, passerà da Pedrafita do Cebreiro. Ci fermeremo a fare colazione, e nel bar troveremo una ragazza davvero gentile a servirci. Ragazza che diventerà "famosa" per "l'innamoramento" fulmineo di P. (un po' come il mio con il ragazzo del treno per Bayonne).
Non tutte le deviazioni sono un male! "Autogrill" di Guccini diventerà la canzone della giornata.
Dopo la discreta salita la tappa scenderà altrettanto fino ad arrivare ad un piccolo paesino, Triacastela.
Oggi a supportarmi e sopportarmi toccherà a P., mentre S. ci distanzierà.
All'arrivo nel piccolo paesino (3 case praticamente) troviamo un altro pellegrino già conosciuto, T., in compagnia di due ragazze spagnole., e il tedesco A., conosciuto il primo giorno.
Ceneremo insieme, tra chiacchiere, clare e cerveza.
E mancano meno di 150 km a Santiago.
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